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colleweb
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171 Messaggi |
Inserito il - 12/03/2007 : 15:01:51
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Ultimamente è stato fatto un gran chiasso (specie dai media) riguardo una fantomatica legalizzazione dei download. Ma qualcuno sa la realtà? Qulacuno che sa chiarirmi le idee (lo sottolineo io non scarico ma se si potesse lo farei anche) su qual'è il limite tra legalità e illegalità. Da varie parti ho letto che semplicemente ai reati commessi prima del 2000 è stata concessa l'amnistia e dal 2003 è reato penale. Sarà vero? Scaricare documenti con copyright dal web o da p2p è illegale?
Ringrazio chiunque mi chiarirà bene le idee o almeno dirà la sua un saluto colleweb
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Shant
Advanced Member
    
880 Messaggi |
Inserito il - 12/03/2007 : 19:06:21
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Ciao, il fatto a cui fai riferimento era una sentenza della cassazione per un processo prima del 2004. La cassazione è vero che in quel caso ha detto che non era illegale scaricare materiale protetto da copyright, ma faceva espressamente riferimento a quel caso. Con l'avvento del decreto urbani nel 2004 le cose sono cambiate. Il decreto cancellava sostanzialmente la possibilità di scaricare solo per se(senza ricavarci denaro) senza incappare nel reato. Infatti questo decreto modificava la legge cancellando lo "scopo di lucro" in "profitto". Quindi è illegale scaricare materiale protetto da copyright. Spero di esserti stato d'aiuto. |
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Shant
Advanced Member
    
880 Messaggi |
Inserito il - 12/03/2007 : 19:12:44
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Ragazzi mi è venuto un dubbio. Se è illegale copiarsi un film o scaricarselo, è ugualmente illegale registrarsi un film con un videoregistratore e/o con un masterizzatore dvd mentre il film o programma va in onda sulla tv in chiaro? Secondo me la legge non è proprio ragionata. |
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Abo_91
Senior Member
   
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Città: Como
221 Messaggi |
Inserito il - 12/03/2007 : 19:22:15
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Quoto... "Chi utilizza online, acquista, o noleggia materiale pirata rischia sanzioni fino a 1032 €. Chi guadagna commerciando materiale audiovisivo illegale rischia fino a quattro anni di reclusione e fino a 15500 € di multa." Questo è un dato di fatto... (o almeno lo era) Per rispondere alla tua domanda: "Scaricare documenti con copyright dal web o da p2p è illegale?" Certo... è SEMPRE illegale scaricare materiale coperto da © senza autorizzazione*
*(capita, a volte, che alcuni siti, pagando per i propri utenti i diritti d'autore, mettano a disposizione del materiale coperto da copyright nelle aree di download; vedi Radio DeeJay). |
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iburytheliving
Senior Member
   
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97 Messaggi |
Inserito il - 13/03/2007 : 10:57:48
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ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA 07/02/07
Sentenza a sorpresa della Cassazione. La Siae: è uno scivolone, reagiremo «Musica online, lecito scaricarla se non c’è lucro» La decisione dei giudici presieduti da Vitalone anche su film e programmi. La Federazione dell’industria musicale: non cambia nulla
MILANO — Non è reato scaricare da Internet musica, film o programmi tutelati dal diritto d’autore. Purché non venga fatto «per scopo di lucro». In parole molto povere: va bene «risparmiare » (con buona pace della Siae), non va bene «guadagnare » dall’operazione di download. A fare la gioia degli «scaricatori seriali» è la Terza sezione penale della Corte di Cassazione che, con la sentenza numero 149 del 9 gennaio scorso, ha annullato la condanna a 3 mesi e 10 giorni di reclusione inflitta dalla Corte d’Appello di Torino a E.R. e C.F. per violazione della legge sul copyright. I fatti risalgono al ’99, quando i due, all’epoca studenti, avevano creato sul pc di un’associazione del Politecnico di Torino una rete «peer to peer» (da pari a pari) per scambiare file con altre persone collegate a Internet. Secondo i giudici piemontesi i ragazzi avevano violato gli articoli 171 bis e 171 ter della legge sul diritto d’autore (la 633/41) che punisce chi, «a scopo di lucro», diffonde o duplica contenuti multimediali protetti dal copyright.
LE REAZIONI — «Aspettavamo da sette anni questa sentenza — ha esultato Carlo Blengino, uno dei legali difensori —. Il messaggio forte è duplice: il download per uso personale non costituisce reato, come non è un reato condividere musica in Rete senza lucro. Più circolano le idee e più un paese cresce libero». Entusiasta anche il presidente dei deputati della Lega Roberto Maroni: «È una sentenza rivoluzionaria: stabilisce il principio che la musica è di tutti. D’ora in poi scaricarla dal Web non potrà più essere considerato illegale». Manaturalmente sono di tutt’altro umore le reazioni di chi, per mestiere, cerca di far tutelare il diritto d’autore. Il presidente della Siae Giorgio Assumma ha subito parlato di «scivolone» degli ermellini, che «innescherà un conflitto di portata rilevante, perché si moltiplicheranno i casi di scaricamento non autorizzato». Assumma contesta ai giudici di Cassazione l’aver considerato come «personale» uno scambio di materiale che aveva invece dimensioni pubbliche. E poi: «In base al nostro sistema giuridico ogni scambio di per sé procura un vantaggio economicamente apprezzabile a favore di quanti lo compiono. Dunque lo scambio, anche se privo di un passaggio di moneta, deve considerarsi lucrativo». Per queste ragioni ha assicurato che «il centro studi giuridici della Siae sta già predisponendo le opportune iniziative per annullare i pericolosi effetti della sentenza. Non escludiamo di agire immediatamente in sede legislativa. Non si possono più lasciare agli operatori del diritto margini così ampi di interpretazione ». LA CASSAZIONE — La sentenza però lo dice in modo chiaro. «Le operazioni di download di materiale informatico non coincidono con le ipotesi criminose fatte dai giudici torinesi». E ancora: «Per scopo di lucro deve intendersi un fine di guadagno economicamente apprezzabile o di incremento patrimoniale da parte dell’autore del fatto». E quindi, nel caso dei due studenti, «il fatto non costituisce reato». Claudio Vitalone, il presidente della sezione della Consulta che ha annullato la sentenza della Corte di Appello, ha precisato: «Noi ci siamo limitati a sottolineare quello che era già sufficientemente nitido nel testo della legge. La materia di cui si discute è ad alto tecnicismo e ha affaticato non poco l’intervento legislativo se è vero che negli ultimi anni il Parlamento è intervenuto più volte sulla materia». La Federazione dell’industria musicale italiana, comunque, non si è scomposta troppo: «Non si tratta di una decisione che modifica l’attuale normativa ». Spiegatelo a quanti ogni giorno «scari-acquistano» (più scaricano che acquistano) successi pop o puntate inedite delle serie tv: a un sondaggio di Corriere.it l’80 per cento di utenti ha dichiarato di scaricare illegalmente da Internet in modo abituale. Ora dovranno soltanto preoccuparsi di non incorrere in una sanzione amministrativa (forse). Elvira Serra 07 febbraio 2007 |
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Trunks
Moderatore
    

2016 Messaggi |
Inserito il - 13/03/2007 : 12:55:41
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Citazione: Messaggio inserito da iburytheliving
I fatti risalgono al ’99
Ricordo che dal 2004 è in vigore una nuova legge il famoso decreto urbani.
htt*://punto-informatico.it/p.aspx?i=49538
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Modificato da - Trunks in data 13/03/2007 12:58:02 |
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iburytheliving
Senior Member
   
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97 Messaggi |
Inserito il - 13/03/2007 : 14:50:49
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Hai ragione Trunks mi sono informato meglio e a questo proposito cito un articolo dal sito di Altroconsumo
Abbiamo ricevuto 12654 adesioniLa nostra petizione, con le prime 10.000 firme raccolte, è stata consegnata al ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli e al presidente della commissione Cultura della Camera Pietro Folena. Chiediamo la revisione della legge sul diritto d'autore, perché siano tutelati anche i diritti dei consumatori. Favorevole è stato anche il parere del Presidente della Commissione Cultura della Camera Pietro Folena, che ci ha scritto chiedendo di incontrarci. La nostra iniziativa è partita dopo la sentenza della Cassazione n. 149/2007, che ha assolto due ragazzi che avevano scaricato e condiviso in rete file musicali, film e software coperti da copyright. Ma di questa notizia è stata data in rete e sulla stampa una lettura scorretta, poiché la sentenza si riferisce a un caso del 1999 e quindi si basa sulla legge in vigore allora.Oggi purtroppo, da quando è in vigore il famigerato Decreto Urbani, le cose stanno in maniera molto diversa:
attualmente il semplice downloader (chi si limita a scaricare dalla rete file protetti da diritto d'autore) rischia sanzioni esclusivamente amministrative. Ma, com'è noto, è alquanto improbabile, per come sono strutturati la maggior parte dei sistemi peer-to-peer che un downloader non sia nella pratica anche uploader (chi immette in Rete file); il soggetto che, invece, senza una contropartita economica, condivide o comunque utilizza (anche solo come downloader) una piattaforma peer-to-peer (che prevede la messa in condivisione automatica di quanto scaricato), rischia già la sanzione penale, una multa da 51 a 2.065 euro; chi, infine, condivide a fini di lucro rischia la reclusione da uno a quattro anni, nonché una multa anche oltre i 15.000 euro. Attenzione dunque. Nonostante quanto riportato spesso in maniera inesatta dai media, la recente sentenza della Cassazione non cambia proprio nulla. Le sanzioni penali rimangono eccome, anche quando non c'è scopo di lucro. Quello che ci chiediamo è se ha senso considerare reato scaricare e condividere file coperti da copyright se non c'è scopo di lucro; reato previsto sì dalla legge, ma quasi mai perseguito dai Pubblici Ministeri, e di fatto non percepito come tale dalla maggior parte dei cittadini. Sia chiaro: Altroconsumo non è dalla parte di chi pretende che in Rete sia tutto scaricabile gratuitamente; riteniamo che gli autori debbano essere adeguatamente remunerati per il loro lavoro creativo, ma allo stesso tempo avversiamo la strumentalizzazione della proprietà intellettuale da parte delle major, arroccate su posizioni di rendita e su modelli tecnologici e di distribuzione obsoleti.
Per questi motivi, se vuoi anche tu:
l'abolizione delle sanzioni penali per chi, senza scopo di lucro, scarica e condivide in Rete contenuti protetti; un mercato moderno, efficiente e concorrenziale dei contenuti digitali basato su una gestione dei diritti d'autore digitali che rispetti anche i diritti degli utenti; il divieto della coesistenza di DRM (la gestione dei diritti d'autore digitali) e dell'Equo Compenso (il sovrapprezzo applicato ai supporti come compenso agli autori per il mancato guadagno sulle copie private); con questi sistemi il consumatore rischia di pagare più volte, oltre a non poter eseguire la copia privata e a essere limitato nella scelta della tecnologia e dei supporti informatici che preferisce.
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druso
Advanced Member
    

Città: Roma
497 Messaggi |
Inserito il - 16/03/2007 : 22:29:07
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Secondo me si fa troppo chiasso su quest'argomento. Innanzitutto, da quello che so io (mio padre è Luogotenente dei CC), non è illegale il download di materiale coperto da copyright quanto la sua commercializzazione al pubblico e il relativo lucro. E poi quella lobby di cani mangiasoldi della RIIA, l'associazione delle case discografiche, ha fatto un bordello senza fine denunciando milioni di utenti, quando (nel caso della musica) il "danno" provocato dai software P2P rappresenta una piccola fetta di quello che rappresenta il business odierno della musica. Infine, diciamo le cose come stanno: anche io scarico musica. Trovo che il costo dei cd di qualunque artista sia troppo elevato e ritengo di non essere così stupido da buttare soldi al vento per un disco che non mi piacerà. Quindi, ascolto una canzone e se mi piace davvero acquisto l'album intero  |
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pedrus
Moderatore
    

Città: Taranto - Pavia
952 Messaggi |
Inserito il - 16/03/2007 : 23:24:29
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Citazione: Messaggio inserito da druso
Innanzitutto, da quello che so io (mio padre è Luogotenente dei CC), non è illegale il download di materiale coperto da copyright........
Ciao, sarebbe possibile avere il riferimento normativo di questa affermazione? Cioè, vorrei sapere quale legge stabilisce questa cosa. |
Modificato da - pedrus in data 17/03/2007 14:13:36 |
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Shant
Advanced Member
    
880 Messaggi |
Inserito il - 21/03/2007 : 21:33:58
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Anche un mio amico ha detto che anche un agente della polizia postale (suo amico) li ha detto che non è reato scaricare P2P. Io li ho detto che si sbagliava. Ragazzi, secondo voi se lo si chiede ad un avvocato qualsiasi scaricare per se materiale protetto da diritto d'autore attraverso p2p mettiamo fine a questa storia e possiamo stare tranquilli? |
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pedrus
Moderatore
    

Città: Taranto - Pavia
952 Messaggi |
Inserito il - 21/03/2007 : 22:01:18
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| Beh, ognuno può fare ciò che vuole, nessuno vieta a nessuno di rivolgersi ad avvocati, magistrati, rappresentanti delle forze dell'ordine. Per quanto mi riguarda è illegale, poi, ovviamente, ognuno risponde delle proprie azioni. |
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Diana
Advanced Member
    
269 Messaggi |
Inserito il - 21/03/2007 : 22:09:05
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Anche io so che scaricare o duplicare qualcosa coperto da copyright senza scopo di lucro non è reato.
Non so assolutamente darti un riferimento legislativo, ma l'ha affermato una persona più che attendibile in questo senso, qualche anno fa, però.
Non so se ora è cambiato tutto. Ma allora ha ragione shant a dire che la legge "ragiona poco". |
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pedrus
Moderatore
    

Città: Taranto - Pavia
952 Messaggi |
Inserito il - 21/03/2007 : 22:36:19
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La legge probabilmente ragiona poco, comunque è questa:
htt*://[www].parlamento.it/leggi/04128l.htm cosìddetta Legge Urbani, è, per buona parte, una serie di modifiche alla originaria legge sul diritto d'autore (L. 633/1941), in particolare, l'articolo 2 recita:
Al comma 1 dell'art. 171-ter della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, le parole: "a fini di lucro" sono sostituite dalle seguenti: "per trarne profitto".
In ogni caso, la Legge Urbani va letto tenendo sempre come riferimento le preesistenti norme in materia, fra cui, anche e soprattutto la legge 248/2000 che a suo tempo apportò numerose modifiche alla legge sul diritto d'autore. |
Modificato da - pedrus in data 21/03/2007 22:40:17 |
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Trunks
Moderatore
    

2016 Messaggi |
Inserito il - 22/03/2007 : 20:16:33
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Come fatto rilevare da Ped, la frase che spesso viene citata a sproposito è "a scopo di lucro". Bene ora non c'è più! Sostituita da un più generico "trarne profitto". Cosa significa? Bè le interpretazioni sono varie, io magistrato potrei dire che tu non comperando un cd, ma scaricandolo, ne trai profitto, dato che non lo paghi.Non abbiamo ancora una sentenza che ci "illumini" sull'interpretazione di questo "trarne profitto". Nemmeno l'uso personale sta in piedi,dato che significa letteralmente che il cd ( o qualsiasi altro materiale coperto da copyright) lo usi,ascolti,ecc..,(per farla breve ne fruisci solo tu) e ciò, con i software di p2p, non accade.Perchè no? Semplice, l'upload, la condivisione, questo manda a gambe per aria l'uso personale,dato che si distribuisce il materiale incriminato ad altri. O conoscete software p2p che fungano bene senza uppare? |
Modificato da - Trunks in data 22/03/2007 20:24:12 |
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iburytheliving
Senior Member
   
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97 Messaggi |
Inserito il - 23/03/2007 : 19:54:02
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RIEPILO ESPLICATIVO
La situazione è questa:
scaricare materiale protetto da copyright senza condividerlo = sanzione amministrativa, ma beghe legali sicure, nel senso che se ti beccano cmq lo dovrai dimostrare al giudice.
scaricare materiale protetto da copyright mediante p2p(emule & co.) = sanzione PENALE(quindi fedina imbrattata) e multone da 51 a 2065 euro. NON SI SCAPPA.
okkio, quindi . Meglio aspettare che la situazione cambi e se siete contrari a questa legge firmate la petizione di altroconsumo.
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