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Diana
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269 Messaggi |
Inserito il - 19/10/2007 : 19:28:56
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Ricardo Franco Levi braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all'informazione sono tutti d'accordo. La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell'Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all'albo come direttore responsabile. Il 99% delle pubblicazioni web (blog, forum, etc.) chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura. Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
htt*://punto-informatico.it/p.aspx?i=2092327
htt*://punto-informatico.it/p.aspx?i=2092327&p=2
htt*://[www].repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/testo-editoria/testo-editoria/testo-editoria.html
Questo è il disegno di legge
Gimli: Per inciso, la fonte è il blog di Beppe Grillo: htt*://[www].beppegrillo.it/ Se si riportano pari pari le parole di un articolo è buona norma citarlo :)
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Modificato da - Gimli in Data 20/10/2007 10:42:32
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finanza
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Città: Verona
396 Messaggi |
Inserito il - 20/10/2007 : 14:30:02
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Siamo in Italia |
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Shant
Advanced Member
    
880 Messaggi |
Inserito il - 20/10/2007 : 19:28:50
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Oggi ho letto che sul blog del ministro Gentiloni li hanno mandato dei messaggi facendoli notare questa cosa, sembra che il ministro abbia detto che la legge sull'editoria sarà modificata. Speriamo sia vero.
Stiamo arrivando al modus operandi della Cina, che imbavaglia internet. |
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Diana
Advanced Member
    
269 Messaggi |
Inserito il - 21/10/2007 : 17:21:57
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Roma, 19 ott. (Adnkronos/Ign) - ''Non intendiamo in alcun modo né 'tappare la bocca a Internet' né provocare 'la fine della Rete'. Non ne abbiamo il potere e, soprattutto, non ne abbiamo l’intenzione'', così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Ricardo Franco Levi (nella foto), ha replicato a Beppe Grillo che, dal suo blog, aveva fortemente criticato il governo per il ddl sull'editoria approvato dal Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Una risposta scritta per ''tranquillizzare lei, i lettori del suo blog e, più in generale, il 'popolo di Internet''' in merito al ''provvedimento che tra pochi giorni inizierà il suo cammino in Parlamento''.
''Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto-sotto questi sono tutti d’accordo'', si legge sul blog di Beppe Grillo dove tra l’altro si lamenta che ''la legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro''. ''L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete - scrive Grillo -. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?''. Per il comico ligure, ''se passa la legge sarà la fine della rete in Italia. Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico''.
A stretto giro la replica del sottosegretario alla presidenza del Consiglio: ''Ciò che ci proponiamo è semplicemente la riforma del settore dell’editoria, a sostegno del quale lo Stato spende somme importanti'' e che ''è regolato da norme che rispondono ormai con grande fatica a una realtà profondamente cambiata sotto la spinta delle innovazioni della tecnologia''.
Il sottosegretario sottolinea: "Vogliamo creare le condizioni di un mercato libero, aperto ed organizzato in modo efficiente. Per questo, intendiamo, tra le altre cose, abolire la registrazione presso i Tribunali sino ad oggi obbligatoria per qualsiasi pubblicazione e sostituirla con l'unica e più semplice registrazione presso il Registro degli operatori della comunicazione (Roc) tenuto dall'Autorità garante per le comunicazioni (AgCom). Anche su questo punto, da lei particolarmente criticato e temuto, lo spirito della nostra legge è chiaro. Quando prevediamo l'obbligo della registrazione non pensiamo alla ragazzo o al ragazzo che realizzano un proprio sito o un proprio blog. Pensiamo, invece, a chi, con la carta stampata ma, certo, anche con Internet, pubblica un vero e proprio prodotto editoriale e diventa, così un autentico operatore del mercato dell'editoria".
Nella lettera di Levi si legge ancora: "Siamo consapevoli che, soprattutto quando si tratta di Internet, di siti, di blog, la distinzione tra l'operatore professionale e il privato può essere sottile e non facile da definire. Ed è proprio per questo che nella legge affidiamo all'Autorità garante per le comunicazioni il compito di vigilare sul mercato e di stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli operatori''.
htt*://[www].adnkronos[.com]/IGN/Politica/?id=1.0.1449831413
Roma, 20 ott. - (Adnkronos/Ign) - "L'allarme lanciato da Beppe Grillo è giustificato, il disegno di legge sull'editoria va corretto". E' quanto scrive il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni sul suo blog. "Nel Ddl - precisa - proposto dalla Presidenza del Consiglio e approvato una settimana fa in Consiglio dei Ministri, la norma sulla registrazione dei siti internet non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive".
"Pensavo che la nuova legge sull'editoria -prosegue il ministro- confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì una registrazione, ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull'editoria". "Va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog", sintetizza il ministro. "Ho sempre sostenuto questa tesi, sia in Parlamento che nei dibattiti pubblici. Il testo, invece, è troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l'attività di molti siti e blog. Meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato". "Riconosciuto l'errore, ora si tratta di correggerlo. E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levi a volerlo fare", conclude Gentiloni.
htt*://[www].adnkronos[.com]/IGN/Politica/?id=1.0.1453491457
Non potevano pensarci prima a fare i dovuti distinguo? Ha ragione P. De Andreis i Punto Informatico: è un disegno di legge scritto con i piedi. Presto non ne sentiremo più parlare.
Mi aguro...
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ori
Moderatore
    

Città: Verona
2043 Messaggi |
Inserito il - 21/10/2007 : 17:42:58
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| Comunque il primo a rilevare la cosa e` stato Valentino Spataro di civile.it che poi ha avvisato quelli di punto-informatico. |
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death
Moderatore
    

Città: Pinerolo e dintorni
7791 Messaggi |
Inserito il - 21/10/2007 : 19:48:40
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| Buona sera a tutti, ho letto con piacere il post di Diana che trova sempre delle cose interessanti, beh faccio un commento solo.... (visto che sul forum non si parla di politica) cosa pensavate da un paese che come libertà di stampa in classifica segue i paesi Africani con dittature militari.In ogni caso per esperienza personale posso escludere che la cosa ci faccia chiudere nelle nostre casine a guardare porta a porta, la rete non morirà mai, troppo estesa, troppi interessi economici e troppi interessi di propaganda e mi fermo qui. |
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